Non esiste territorio al mondo, senza tema di smentita, più ricco di bellezze quanto la Provincia di Siena. I paesaggi, come la Val d’Elsa, le Crete, la Val d’Orcia, il Chianti, tanto per citare i più famosi, si presentano in tutta la loro unicità e incanto ancora come li vide Dante Alighieri e li dipinse Lorenzetti nel suo Buongoverno. Intatti sono i borghi, i poderi e i castelli che punteggiano i profili dei crinali delle famose colline. E la gente, la caratteristica parlata, le abitudini, che si perpetuano nel tempo, e il cibo, tutto e di più racconta di una saggezza e una antichissima cultura conosciuta e rinomata.

'Siena ti apre il suo cuore', com’è scritto sul prospetto di una delle sue principali porte d’ingresso. Il suo profilo si riconosce, inconfondibile merletto, dalle colline che la circondano e, emozionando, induce alla sua scoperta. È stata definita la "città dei dettagli" perché nel suo contorto dedalo di strade e vicoli che salgono e scendono dai tre colli della città, spesso lo sguardo si ferma alla facciata, indugia sulle trifore e sui merli, si lascia confondere dal rosso dei mattoni della conchiglia di Piazza del Campo. È d’obbligo quindi, una volta che si è percorsi gli itinerari più celebrati, "perdersi" nei vicoli e cercare punti osservazione diversi come il panorama che si gode dalla splendida Basilica dei Servi, nella contrada del Montone, oppure visitare uno dei piccoli gioielli d’arte come il Cenacolo di San Bernardino nella deliziosa piazza di San Francesco. E’ sempre meglio arrivare o trovarsi nel Campo, la famosa piazza, al tramonto, con il cielo lapislazzulo e il rosso dei mattoni che si accende per il riverbero del sole al tramonto: indimenticabile. Non si dovrebbe mai rinunciare ad una visita al primo ospedale d’Italia, Santa Maria della Scala istituito prima dell’anno mille o, a settembre, visitare il famoso, immenso e inestimabile pavimento del Duomo composto da marmi policromi.

Ma la zona senz’altro che ci è più vicina è la Valdelsa e la sua cittadina "capoluogo", Colle Val d’Elsa. La città bassa è della fine del XIX e di recente ha subito un opera di imponente riqualificazione urbanistica per la cui progettazione sono stati chiamati importanti architetti di fama internazionale come Jean Nouvel, con interventi incentrati sulla ottocentesca piazza Arnolfo e le zone circostanti. Dalla risalita automatica si accede alla parte più antica, Colle Alta, di evidente impianto medioevale. Qui nacque una delle menti più geniali del ‘300 italiano, che fu scultore, architetto e urbanista: Arnolfo di Cambio. Colle ha un bel museo del Cristallo (antica tradizione cittadina) e ottimi ristoranti (il pluri-stellato "Arnolfo" parla per tutti), ed è un piacere passeggiare tra le sue viuzze, magari fino al gran terrapieno con una splendida vista.

Paesaggi mozzafiato si godono dalla piccola cittadina di Casole d’Elsa, un vero gioiellino medioevale che sovrintende ad un territorio poco conosciuto ma magico e ricco di biodiversità (una per tutti è la zona di Larderello con i suoi straordinari soffioni boraciferi). Il borgo di Casole si sviluppa lungo la via principale, via Casolani. Per accedervi è stata progettata una risalita automatica panoramica che vi porterà fino alla rocca. Il museo Diocesiano ospita, tra l’altro, i preziosi arredi della nostra Cappella intitolata alla Presentazione al tempio della SS. Vergine, in esposizione permanente. In estate i suoi vicoli sono spesso affollati per via delle numerose manifestazioni musicali e gastronomiche che si succedono spesso a cadenza settimanale.

Monteriggioni con la sua cerchia circolare di torri: la raffigurazione dell’Italia, una bella donna vestita secondo la foggia romana, porta in testa una corona che ha proprio le sembianze della cinta turrita di Monteriggioni. Decisamente un tuffo nel passato e l’attuale amministrazione ha puntato molto su questa forte identità e continuità con la storia italica medioevale. Già baluardo importantissimo nella difesa del territorio di Siena Repubblica, lungo il confine con Firenze, Guelfi e Ghibellini se la contesero duramente, come Dante ci racconta nel suo Inferno. Il suo minuscolo borgo si è via via arricchito di piccole botteghe di prodotti a km 0, provenienti da produttori locali, un ottimo ristorante (il Pozzo) e anche la possibilità di visitare la cinta muraria.

San Gimignano e le sue torri non hanno certo bisogno di presentazioni. Ma, fuori dal circuito più conosciuto e davvero troppo affollato, consiglio una visita alla Chiesa di sant’Agostino dove Benozzo Gozzoli, lo straordinario rappresentante dell’arte Cortese del primo rinascimento fiorentino, dipinse uno straordinario ciclo di affreschi che narrano principalmente le storie del santo a cui è dedicata la chiesa.

Anche se non è in provincia di Siena, Volterra è un altro luogo che merita assolutamente una visita, anche solo per godersi la spettacolare strada panoramica... Città etrusca per antonomasia, famosa anche per l’arte di lavorare l’alabastro, vanta uno straordinario museo dedicato a questo famosissimo, geniale e misterioso popolo da cui, sembra assodato, che i toscani discendano direttamente. Decisamente meno affollata e meno "turistica" di San Gimignano, Volterra ha un fascino innato ed è un piccolo scrigno di gioielli: la celebrata Porta Etrusca, la piazza dei Priori dalla forma singolare o quella del Battistero, le mura duecentesche e la piccola e ben tenuta pinacoteca che conserva, insieme ad altri tesori, una spettacolare "Deposizione" di Rosso Fiorentino, tanto per citarne alcuni.